Pudore, questione sessuale e tabù oggi

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Tutti gli altri animali animali non lo hanno. Siamo l’unica specie animale al mondo a provare il sentimento del pudore o vergogna di mostrarci nudi.

Il detto ‘dove non esiste pudore non c’è vergogna‘, implica che l’una non può esistere senza l’altra, difatti oggi le due parole sono considerate per lo più sinonimi e la loro prossimità e riscontrabile proprio nell’etimologia della parola stessa, individuata nel latino pudorem che significa ‘sentir vergogna’ ( pudico ).

La storia del pudore, inteso come sentimento e come comportamento da tenere nella società è parecchio ricca e multiforme nelle diverse epoche storiche, ma senza andare troppo indietro nel tempo, la società moderna sembra mandare in pensione questo sentimento preferendo un atteggiamento misto tra cinismo e nichilismo morale.

Ma perché la specie umana ha il senso del pudore ? Per capirne le origini, anche se non vorrei tirare in ballo la religione, dobbiamo rifarci al mito di Adamo ed Eva.
Dio nell’eden introduce il principio di “limite” inteso come regola di trasgressione uguale a punizione. Eva trasgredendo prende coscienza della sua nudità, una nudità che va oltre al senso dell’essere nuda e alla visione del corpo nudo ma piuttosto alla coscienza di essere oramai in una civiltà che è differente dal modo di vivere istintuale, capendo che un corpo nudo può mostrare le proprie passioni o pulsioni. Allora all’affetto vergogna immediatamente si associa quello del pudore.

La società moderna dove tutti noi viviamo pretende il sacrificio da ogni Soggetto, il che vuol dire stare sempre un passo indietro, rispetto al soddisfacimento della nostra libertà personale di soddisfare pulsioni sessuali a scopo edonistico.

Oggi, con l’avvento di internet in dosi sempre più massicce, la soluzione sembra quella di rifugiarsi in un mondo virtuale elaborato al computer, per soddisfare il nostro super Io, senza compromettere troppo il nostro inserimento in quella civiltà che esige il prezzo della nostra libertà personale. Questo fornisce la spiegazione al successo dei numerosi grandi social network come twitter e tumblr che ( a parte facebook ) permettono di mettersi in mostra non solo come individui corredati da idee ed ideologie, fornendoci quella necessaria vetrina agli occhi del mondo, ma anche mostrare il nostro corpo rifugiandosi dietro quello schermo che ci fornisce il coraggio necessario per ribellarci alla regola trasgressione uguale punizione, usando come diktat “Se non ti piace, girati dall’altra parte”, soddisfacendo in modo sempre maggiore il nostro senso di libertà rispetto alla società che impone pudicizia e morale. Ma qual’è il rovescio della medaglia ? Oggi si rischia che con “il dover godere per forza” e il “tutto è lecito”, attimi di protagonismo, più o meno affermato, ci portino all’alienazione di noi stessi, estinguendo alla fine quella voglia sfrenata di sesso che ricerchiamo e che i media televisivi sempre più ci impongono di ricercare, tramite pubblicità e programmi televisivi discutibili, in contrasto con la morale pubblica della società. Forse la soluzione sta nel mezzo, trovandola nella frase di Mark Twain

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